Il primo colloquio con lo psicologo: cosa succede e come prepararsi
Cosa vi verrà chiesto, quanto dura, cosa potete chiedere voi e cosa fare se non vi trovate bene. Tutto quello che serve sapere prima del primo appuntamento con uno psicologo.
Prenotare il primo appuntamento con uno psicologo è, per tante persone, la parte più difficile di tutto il percorso. Me lo raccontano spesso: «ho tenuto il numero salvato per settimane prima di chiamare». Non sapere cosa succederà dall'altra parte della porta mette agitazione, ed è normalissimo.
Allora proviamo a togliere un po' di mistero. Vi racconto come va di solito un primo colloquio, cosa vi verrà chiesto e cosa potete chiedere voi.
A cosa serve il primo colloquio
Il primo incontro non è ancora «la terapia». È soprattutto un momento per conoscersi. Io cerco di capire cosa vi porta lì, voi capite chi avete davanti e come lavoro. Alla fine, tutti e due dovremmo avere un'idea più chiara di una cosa sola: ha senso andare avanti insieme?
Di solito dura come una seduta normale, cioè tra i 45 e i 60 minuti. Alcuni colleghi fanno il primo incontro un po' più lungo, altri lo dividono in due o tre appuntamenti. Non c'è un modo giusto, dipende dall'approccio di ciascuno.
Cosa vi verrà chiesto
Nessuno vi farà un interrogatorio. Però qualche domanda ve la faranno, più o meno queste:
- cosa vi ha spinto a chiedere aiuto proprio adesso
- da quanto tempo vi sentite così, e se è già successo in passato
- come va la vita di tutti i giorni: lavoro o studio, sonno, relazioni, famiglia
- se avete già fatto un percorso psicologico, e com'è andato
- cosa vi aspettate, o cosa vorreste che cambiasse
Se una domanda vi mette a disagio potete dirlo, e potete anche scegliere di non rispondere. Le cose più difficili si raccontano quando ci si sente pronti, non per forza il primo giorno.
«Non so cosa dire»
È la paura più comune, e vi capisco. Però vi tranquillizzo: non serve arrivare con un discorso preparato. Si può cominciare anche da «non so bene perché sono qui, so solo che non sto bene». Per uno psicologo è un punto di partenza come un altro, anzi spesso è uno dei più sinceri.
Anche piangere, restare in silenzio per un po' o perdere il filo è normale. Lì dentro non c'è niente da sbagliare.
Come prepararsi (se volete)
Non è obbligatorio, ma a qualcuno aiuta. Qualche idea:
- scrivete due righe su cosa vi preoccupa e da quando, anche solo sul telefono
- segnatevi le domande che volete fare voi, così non le dimenticate per l'emozione
- se prendete farmaci o state seguendo altre cure, portate i nomi
- per un colloquio online, cercate un posto tranquillo dove nessuno vi sente, e provate prima la connessione e le cuffie
Le domande che potete fare voi
Il primo colloquio serve anche a voi per valutare il professionista. Chiedere è un vostro diritto, e un bravo psicologo non si offende. Per esempio:
- che approccio usa, e come funziona in pratica
- ogni quanto ci si vede, e più o meno per quanto tempo
- quanto costa ogni seduta, come si paga e cosa succede se si disdice un appuntamento
- se lavora anche online, nel caso servisse
- se è psicologo o anche psicoterapeuta (la differenza la spieghiamo in un'altra guida)
Le cose che dovete sapere
Prima di iniziare un percorso, lo psicologo deve chiedervi un consenso informato: un documento che spiega cosa farete insieme, come vengono trattati i vostri dati e quali sono i vostri diritti. Leggetelo con calma e chiedete pure se qualcosa non è chiaro.
Quello che dite resta tra voi e il professionista. Lo psicologo è tenuto al segreto professionale, e può fare eccezione solo in casi molto particolari previsti dalla legge, per esempio se c'è un pericolo grave per la vita di qualcuno.
Per i minorenni le regole sono un po' diverse: di solito serve il consenso di entrambi i genitori, o di chi ne ha la responsabilità. Se state cercando aiuto per un figlio, chiedetelo già quando prenotate.
Ultima cosa, molto pratica: per ogni seduta dovete ricevere la fattura. Le spese per lo psicologo sono spese sanitarie e si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi, se pagate con un metodo tracciabile come carta o bonifico.
E se non vi trovate bene?
Succede, e non è colpa di nessuno. La sintonia con il professionista conta tantissimo, le ricerche lo confermano da anni. Se dopo il primo incontro, o dopo qualche seduta, sentite che non è la persona giusta per voi, potete dirlo e cercare qualcun altro. Anzi, se ve la sentite ditelo proprio a lui o a lei: a volte basta parlarne per aggiustare il tiro, e a volte sarà lo psicologo stesso a consigliarvi un collega più adatto.
Non lasciate che un primo incontro andato male vi convinca che «la psicologia non fa per me». Spesso è solo questione di trovare la persona giusta.
In breve
Il primo colloquio non è un esame, e non dovete sapere già cosa dire. È un'occasione per raccontare cosa vi succede e per capire se quel professionista fa per voi. Il passo più grande, cioè decidere di chiedere aiuto, l'avete già fatto.
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Le guide hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere di un professionista. In caso di emergenza chiama il 112.