Il primo colloquio con lo psicologo: cosa succede e come prepararsi

Cosa vi verrà chiesto, quanto dura, cosa potete chiedere voi e cosa fare se non vi trovate bene. Tutto quello che serve sapere prima del primo appuntamento con uno psicologo.

4 min di lettura · aggiornata il 24 ottobre 2026

Prenotare il primo appuntamento con uno psicologo è, per tante persone, la parte più difficile di tutto il percorso. Me lo raccontano spesso: «ho tenuto il numero salvato per settimane prima di chiamare». Non sapere cosa succederà dall'altra parte della porta mette agitazione, ed è normalissimo.

Allora proviamo a togliere un po' di mistero. Vi racconto come va di solito un primo colloquio, cosa vi verrà chiesto e cosa potete chiedere voi.

A cosa serve il primo colloquio

Il primo incontro non è ancora «la terapia». È soprattutto un momento per conoscersi. Io cerco di capire cosa vi porta lì, voi capite chi avete davanti e come lavoro. Alla fine, tutti e due dovremmo avere un'idea più chiara di una cosa sola: ha senso andare avanti insieme?

Di solito dura come una seduta normale, cioè tra i 45 e i 60 minuti. Alcuni colleghi fanno il primo incontro un po' più lungo, altri lo dividono in due o tre appuntamenti. Non c'è un modo giusto, dipende dall'approccio di ciascuno.

Cosa vi verrà chiesto

Nessuno vi farà un interrogatorio. Però qualche domanda ve la faranno, più o meno queste:

  • cosa vi ha spinto a chiedere aiuto proprio adesso
  • da quanto tempo vi sentite così, e se è già successo in passato
  • come va la vita di tutti i giorni: lavoro o studio, sonno, relazioni, famiglia
  • se avete già fatto un percorso psicologico, e com'è andato
  • cosa vi aspettate, o cosa vorreste che cambiasse

Se una domanda vi mette a disagio potete dirlo, e potete anche scegliere di non rispondere. Le cose più difficili si raccontano quando ci si sente pronti, non per forza il primo giorno.

«Non so cosa dire»

È la paura più comune, e vi capisco. Però vi tranquillizzo: non serve arrivare con un discorso preparato. Si può cominciare anche da «non so bene perché sono qui, so solo che non sto bene». Per uno psicologo è un punto di partenza come un altro, anzi spesso è uno dei più sinceri.

Anche piangere, restare in silenzio per un po' o perdere il filo è normale. Lì dentro non c'è niente da sbagliare.

Come prepararsi (se volete)

Non è obbligatorio, ma a qualcuno aiuta. Qualche idea:

  • scrivete due righe su cosa vi preoccupa e da quando, anche solo sul telefono
  • segnatevi le domande che volete fare voi, così non le dimenticate per l'emozione
  • se prendete farmaci o state seguendo altre cure, portate i nomi
  • per un colloquio online, cercate un posto tranquillo dove nessuno vi sente, e provate prima la connessione e le cuffie

Le domande che potete fare voi

Il primo colloquio serve anche a voi per valutare il professionista. Chiedere è un vostro diritto, e un bravo psicologo non si offende. Per esempio:

  • che approccio usa, e come funziona in pratica
  • ogni quanto ci si vede, e più o meno per quanto tempo
  • quanto costa ogni seduta, come si paga e cosa succede se si disdice un appuntamento
  • se lavora anche online, nel caso servisse
  • se è psicologo o anche psicoterapeuta (la differenza la spieghiamo in un'altra guida)

Le cose che dovete sapere

Prima di iniziare un percorso, lo psicologo deve chiedervi un consenso informato: un documento che spiega cosa farete insieme, come vengono trattati i vostri dati e quali sono i vostri diritti. Leggetelo con calma e chiedete pure se qualcosa non è chiaro.

Quello che dite resta tra voi e il professionista. Lo psicologo è tenuto al segreto professionale, e può fare eccezione solo in casi molto particolari previsti dalla legge, per esempio se c'è un pericolo grave per la vita di qualcuno.

Per i minorenni le regole sono un po' diverse: di solito serve il consenso di entrambi i genitori, o di chi ne ha la responsabilità. Se state cercando aiuto per un figlio, chiedetelo già quando prenotate.

Ultima cosa, molto pratica: per ogni seduta dovete ricevere la fattura. Le spese per lo psicologo sono spese sanitarie e si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi, se pagate con un metodo tracciabile come carta o bonifico.

E se non vi trovate bene?

Succede, e non è colpa di nessuno. La sintonia con il professionista conta tantissimo, le ricerche lo confermano da anni. Se dopo il primo incontro, o dopo qualche seduta, sentite che non è la persona giusta per voi, potete dirlo e cercare qualcun altro. Anzi, se ve la sentite ditelo proprio a lui o a lei: a volte basta parlarne per aggiustare il tiro, e a volte sarà lo psicologo stesso a consigliarvi un collega più adatto.

Non lasciate che un primo incontro andato male vi convinca che «la psicologia non fa per me». Spesso è solo questione di trovare la persona giusta.

In breve

Il primo colloquio non è un esame, e non dovete sapere già cosa dire. È un'occasione per raccontare cosa vi succede e per capire se quel professionista fa per voi. Il passo più grande, cioè decidere di chiedere aiuto, l'avete già fatto.

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Le guide hanno scopo informativo e non sostituiscono il parere di un professionista. In caso di emergenza chiama il 112.